Centinaia di studiosi si riuniscono per discutere il passato e il futuro della cultura Yangshao
Il 13 aprile si è aperto a Yuncheng, nella provincia dello Shanxi, il quinto Congresso di Archeologia cinese, con il tema “Archeologia: il passato e il futuro”. L’evento, che si svolgerà fino al 18, ha visto la partecipazione di centinaia di studiosi provenienti da tutto il mondo.
Yuncheng è famosa per l’analisi del sito di Xiyin, scoperto un secolo fa nella contea di Xia. Il sito, risalente al Neolitico, ha rivelato migliaia di frammenti di ceramica e altri reperti della cultura Yangshao, che si stima esistesse tra i 4.700 e i 7.000 anni fa lungo il corso medio del fiume Giallo.
Il programma del congresso prevede 28 sessioni parallele e oltre 570 presentazioni accademiche, tra cui 22 conferenze pubbliche. Gli interventi spaziano dalle scoperte più recenti alle prospettive future dell’archeologia cinese, offrendo un quadro completo dello stato dell’arte.
Tra gli ospiti internazionali figura Marie Louise Stig Sørensen, professoressa di Preistoria europea dell’Università di Cambridge. La sua partecipazione testimonia l’interesse crescente verso la cultura Yangshao, che, secondo lei, presenta affinità con alcune pratiche archeologiche europee.
Il Congresso, istituito nel 2016, mira a promuovere scambi accademici internazionali e a favorire lo sviluppo dell’archeologia cinese. L’evento rappresenta un’occasione di networking tra studiosi e di divulgazione delle ultime scoperte al pubblico.
Con la conclusione prevista per sabato, il congresso si conferma come punto di riferimento per chi studia le civiltà antiche e per chi vuole comprendere le radici culturali che hanno plasmato la regione dello Shanxi.

















